L’area di intervento era giusto ai piedi della Fortezza del Prìamar, un contesto che se da un lato recava i segni del recente passato industriale della città, dall’altro si trovava in una posizione ambientale unica per la vicinanza al mare ed alla fortezza stessa.
Gli elementi del progetto, ovvero la duna verde, gli edifici della mano aperta, la passeggiata dei venti sono tutti traduzioni formali-architettoniche di un’idea d’uso dello spazio artificiale e naturale che ha un obiettivo prioritario: la costruzione/invenzione di un nuovo rapporto della città con il mare.
La proposta è quella di ritagliare all’interno della piattaforma esistente due territori dell’acqua, corrispondenti alle due fasi di intervento: uno più ludico e legato alle attività di nautica minore e l’altro più urbano, un complesso che porta la città al mare, completando l’operazione ormai avviata per la Darsena Vecchia
La duna verde, un suolo a cavallo tra il naturale e l’artificiale, rappresenta il fulcro delle attività di spazio pubblico polifunzionale richieste dal bando.
E’ come una grossa zolla, una frazione di territorio ligure coltivato, tagliata secondo linee regolari ma costruita come luogo verde per lo svago, il rapporto attivo con l’acqua, la percezione-contemplazione del Priamar e del mare stesso, e per l’attività di spettacolo (con un numero consistente di posti, intorno ai 2000).
Questo luogo polifunzionale scende gradualmente dalla quota della città fino a toccare l’acqu. Si tratta di un luogo dove sdraiarsi, dove fare pic-nic nel verde e dove sistemare i dehors dei bar e dei ristoranti collocati in corrispondenza della “passeggiata dei venti”.