L’edificio, del 1681, è chiamato Maso del Castello o anche “la casa dei frati”: esso sorge quasi a ridosso dei ruderi dell’antico castello di Segonzano e localmente era detto anche stalon (stalla) o caneva (cantina), nomi che ne indicano la funzione originaria di edificio agricolo di servizio al castello.
La società proprietaria intendeva trasformare l’edificio in struttura ricettiva. L’interento prevede la realizzazione di un piccolo ristorante tipico di circa 50 coperti con gli annessi servizi e quella di un piccolo albergo composto da otto camere doppie per un totale di 16 posti letto.
Si è deciso di intervenire mantenendo praticamente inalterato l’esterno e operando invece in maniera più puntuale sull’interno anche per assicurarne la rispondenza funzionale e normativa alle nuove destinazioni.
La sala da pranzo del ristorante sfrutta tutta l’altezza dell’edificio e lascia libera la vista della struttura del tetto. L’intervento segnala i nuovi manufatti tramite il colore, nei piani delle nuove murature, o tramite inserti nelle fughe del larice, materiale utilizzato per tutti i percorsi interni (scale e passerelle). Sempre con il larice si è lavorato per i serramenti esterni, unici inserti contemporanei nella tessitura in pietra delle murature antiche.
Per quel che riguarda l’illuminazione interna, oltre alla riapertura di tutte le bucature precedentemente tamponate per portare all’interno dell’edificio il massimo di luce e di aria possibile, si è voluto preservare il distacco esistente tra la trave lignea longitudinale di bordo e il tavolato interno del tetto, che bene evidenzia il sistema costruttivo della copertura.
A questo scopo al posto di un tamponamento opaco si è optato per serramenti di sezione ridotta che consentono di conservare praticamente integra la situazione attuale contribuendo inoltre anche se in minor misura all’illuminazione interna.