Il tema è la protezione dalle intemperie di reperti archeologici ed il recupero di un annesso piccolo edificio di circa 200mq che insieme diverranno un piccolo museo per i reperti di epoca romana. Il contesto è quello dell’ex officina del gas di Ventimiglia.
L’intervento prevedeva per l’edificio il recupero delle tegole marsigliesi in cotto del tetto a falda esistente.
Il progetto per la copertura degli scavi sceglie proprio di giocare sulla inclinazione delle falde e sulla copertura in tegole. Una serie di travi in legno lamellare origina dalla linea di colmo dell’edificio, ne esagera l’inclinazione, continua dove ci si aspetterebbe finalmente il muro e invece di toccare terra lascia passare una lama di luce che illumina gli scavi.
Nel manto di copertura in tegole marsigliesi si inserisce una puntinatura di tegole in vetro, di geometria variabile, come pixel sbagliati.
La scelta di “perturbare” una tecnologia di uso corrente consente inoltre un ottimo inserimento ambientale e soprattutto una grande economicità della costruzione.