Il bando proponeva di rifunzionalizzare il palazzetto del ghiaccio, attualmente sottoutilizzato.
Si tratta di una struttura che sebbene realizzata in legno lamellare è caratterizzata da una certa pesantezza a causa delle luci da superare e conseguentemente degli psessori delle strutture.
Si è scelto di creare un centro fitness wellness con ampie piscine, di inserire un auditorium ed inoltre conservare la palestra di roccia al coperto esistente, come richiesto.
Va evidenziato come l’aver affrontato subito la questione energetica abbia generato degli stimoli a ripensare l’architettura non in termini di ridisegno generale, ma di recupero funzionale e tecnologico, con il risultato di un intervento sostenibile economicamente, che non elimina quanto da poco costruito, e che valorizza, invece, le funzioni di nuovo insediamento.
Gli interventi edilizi sull’involucro, peraltro limitatissimi, vertono al miglioramento dell’efficienza energetica; un controsoffitto continuo diminuisce considerevolmente il volume da scaldare ed al tempo stesso riduce l’impatto visivo delle travi esistenti.
Al tempo stesso isola il volume freddo del tetto da quello caldo degli ambienti sottostanti; generosi lucernari aperti sul manto di copertura fanno penetrare la luce naturale fin nel profondo dell’edificio, riducendo l’uso di illuminazione ausiliaria artificiale e di conseguenza il consumo energetico complessivo dell’edificio.
La scelta maggiormente strategica risiede nell’uso continuativo della struttura ricettivo/turistica, che grazie alla costruzione dei nuovi volumi interni consente di allargare l’offerta di attività proposte. La struttura viene utilizzata per tutto il corso dell’anno e per un elevato numero di ore del giorno, riducendo se non annullando gli sprechi derivanti da usi saltuari o addirittura dall’inutilizzo. L’insediamento di piscine, beauty farm e settore rieducazione funzionale costituisce infatti un’opportunità di sicura valenza turistica e di valorizzazione di un immobile fino ad ora scarsamente utilizzato.